Quali sono le classificazioni degli oli?

I regolamenti comunitari, a cui rispondono tutti i produttori d’olio di tutta Europa, fissano i parametri di classificazione degli oli. Conoscerli è uno strumento a tua disposizione per comprendere meglio etichette e indicazioni di consumo.

Gli oli d’oliva vergini

Si definiscono così gli oli ottenuti dal frutto dell’olivo seguendo processi meccanici o altri processi fisici, in condizioni che prevengono qualsiasi alterazione dell’olio.

A seconda dell’acidità, si dividono in: Olio Extra Vergine di Oliva con acidità libera massima dello 0,8%; Olio di Oliva Vergine con acidità libera massima fino al 2%; Olio di Oliva Lampante con acidità libera maggiore del 2%, ovvero un olio che necessita un processo di raffinazione prima di poter essere consumato.

Gli oli d’oliva

È una miscela in qualunque proporzione di oli rettificati di oliva e oli extravergine o vergine, che per legge ha un’acidità libera massima dell’1%.

Grazie alle sue caratteristiche è consigliato per le fritture, come valido sostituto degli oli di semi, o per la cottura di alimenti.

GLI OLI DI OLIVA RAFFINATI

Pur mantenendo la stessa composizione di acidi grassi tipica degli oli di oliva, l’olio raffinato o rettificato è inodore, incolore e insapore, privo di sostanze benefiche come i polifenoli e commerciabile solo allo stato sfuso. Si ottengono attraverso un processo industriale di raffinazione che riduce l’acidità fino al limite stabilito allo 0,3%, elimina le sostanze ossidate e corregge i difetti organolettici degli oli da cui provengono.

Gli oli di semi

Sono compresi tutti gli oli estratti dai semi oleosi mediante l’utilizzo di solvente e sottoposti successivamente a processi di raffinazione. I semi vengono prima essiccati, poi macinati, impastati con l’esano, come si fa per gli oli di sansa, e infine raffinati.

Gli oli di sansa

È un olio estratto mediante solvente dai residui secchi delle olive appena spremute, poi sottoposto a un processo industriale di raffinazione e infine miscelato con oli vergine commestibili o extravergine, in qualunque proporzione. La legge stabilisce che l’acidità degli oli di sansa non possa superare l’1%.

GLI OLI DI SANSA DI OLIVA GREGGIO

Questo olio viene estratto mediante solvente o altri processi fisici dalle olive già molite, e deve essere sottoposto ad un processo di raffinazione.

GLI OLI DI SANSA DI OLIVA RAFFINATI

Si ottiene dalla raffinazione dell’olio di sansa di oliva greggio e può raggiungere un livello di acidità libera dello 0,3%. L’olio di sansa raffinato può essere commercializzato solo allo stato sfuso.

Le regolamentazioni in Europa

Il REG.CEE 29/2012 stabilisce quali siano le informazioni obbligatorie e quali le facoltative da inserire nelle etichette degli oli di oliva, a integrazione delle norme generali relative ai prodotti alimentari e alla loro pubblicità del REG.CEE 2000/2013.

LA DESIGNAZIONE DELL’ORIGINE:

Per legge, sulla etichetta anteriore degli oli extravergini e vergini di oliva deve essere riportato il nome del Paese di Origine. Es: “100% Italiano”, “Prodotto in Italia”, “Prodotto Spagnolo”, “100% Tunisia” ecc.

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